BERGAMO
Dati Generali
Periodo di attività
Syllabus
Obiettivi Formativi
Al termine del corso lo studente sarà in grado di: comprendere le principali eredità storiche del colonialismo e della decolonizzazione in Africa e Asia; analizzare il rapporto tra formazione dello Stato, conflitto e istituzioni politiche in contesti selezionati; interpretare il ruolo dell’Islam nei processi politici contemporanei senza ridurlo a spiegazione unica; collegare crisi locali, dinamiche regionali e trasformazioni dell’ordine internazionale; discutere criticamente fonti, rapporti internazionali e letteratura scientifica relativi ai contesti afro-asiatici.
Prerequisiti
Metodi didattici
La didattica si svolgerà prevalentemente tramite lezioni frontali, integrate da momenti di discussione guidata, analisi di carte geopolitiche, lettura critica di documenti, rapporti internazionali e brevi materiali di approfondimento in lingua inglese. Gli studenti saranno incoraggiati a intervenire durante le lezioni, a formulare domande e a proporre collegamenti tra gli argomenti affrontati e l’attualità internazionale.
Temi ulteriori rispetto ai nuclei principali del corso saranno affrontati come finestre di approfondimento, tramite letture ausiliarie, materiali su Moodle o seminari con esperti di storia, geopolitica, diplomazia e relazioni internazionali. I materiali integrativi non sostituiscono i testi obbligatori, ma servono a orientare lo studio e a sviluppare capacità di analisi critica.
Verifica Apprendimento
L’esame è orale e consiste nella verifica delle conoscenze e delle competenze acquisite attraverso la discussione dei testi in programma, dei materiali del corso e delle principali questioni affrontate a lezione. L’interrogazione sarà strutturata indicativamente in tre o quattro domande riguardanti l’intero programma e mirerà ad accertare: la conoscenza dei principali processi storici e istituzionali; la capacità di collocare i contesti studiati nel loro quadro regionale e internazionale; l’uso appropriato delle categorie analitiche del corso; la capacità di argomentare in modo chiaro, critico e interdisciplinare.
La valutazione sarà espressa in trentesimi. Ai fini della valutazione saranno considerati: 1) padronanza dei contenuti storici, politici e istituzionali; 2) capacità di analisi critica e di collegamento tra i diversi temi; 3) chiarezza espositiva e precisione terminologica; 4) capacità di discutere fonti, testi e problemi interpretativi; 5) partecipazione attiva e propositiva durante le lezioni, ove verificabile.
Qualora il numero di studenti presenti all’appello fosse particolarmente elevato, la prova orale potrà essere sostituita da una prova scritta composta da cinque domande a risposta aperta. Ciascuna risposta sarà valutata fino a un massimo di 6/30. Anche nella prova scritta avranno particolare rilevanza la chiarezza espositiva, la capacità argomentativa, l’analisi critica e il collegamento tra i diversi aspetti della disciplina.
Contenuti
1. Cornici storiche e concettuali. Saranno introdotti i principali strumenti di analisi: colonialismo, decolonizzazione, costruzione degli Stati postcoloniali, eredità istituzionali, confini, sviluppo, disuguaglianze e pluralismo etnico-religioso. Saranno inoltre richiamati alcuni indicatori internazionali, tra cui i dati dello Human Development Report dello United Nations Development Programme (UNDP), come supporto alla lettura delle differenze socio-economiche tra aree e paesi.
2. Islam, politica e istituzioni. Il corso analizzerà la nascita, lo sviluppo e la diffusione dell’Islam come fattore storico, culturale e politico trasversale a diversi contesti afro-asiatici. Particolare attenzione sarà dedicata ai rapporti tra religione e Stato, riformismo, radicalismo, movimenti politici di ispirazione islamica e uso politico della tradizione religiosa, evitando letture monocausali dei fenomeni di conflitto e instabilità.
3. Medio Oriente contemporaneo. Dopo aver ricostruito la formazione politica e statuale del Medio Oriente post-ottomano, il corso analizzerà l’arco di crisi mediorientale attraverso alcuni snodi particolarmente significativi. Particolare attenzione sarà riservata a Iraq e Siria come laboratori storici di crisi dello Stato, conflitto, intervento esterno e ridefinizione degli equilibri regionali; all’Iran dalla rivoluzione del 1979 a oggi; e alle principali implicazioni di sicurezza regionale e collettiva, compresi i più recenti conflitti mediorientali.
4. Afghanistan, intervento internazionale e crisi dello state-building. L’Afghanistan sarà affrontato come osservatorio di lungo periodo per comprendere il rapporto tra conflitto interno, intervento internazionale, fragilità istituzionale, movimenti armati e difficoltà dei processi di costruzione statuale.
5. Africa subsahariana, Sahel e fragilità istituzionale. Il corso esaminerà le cause delle guerre civili africane, la debolezza di alcuni apparati statuali postcoloniali, le dinamiche di radicalizzazione e l’estremismo violento nel Sahel. Saranno discussi il nesso tra sicurezza, sviluppo, confini, identità e intervento internazionale, nonché le conseguenze politiche, economiche e sociali della presenza cinese nel continente africano.
Le crisi contemporanee saranno interpretate come esito di processi storici di lungo periodo: costruzione coloniale dei confini, formazione degli Stati postcoloniali, competizione tra élite, trasformazioni religiose, interventi esterni e mutamenti dell’ordine internazionale. All’interno del quadro generale dell’offerta formativa saranno fatti continui riferimenti alla violazione dei diritti umani, alle politiche di cooperazione internazionale e ai processi di democratizzazione promossi da attori interni ed esterni.
Altre informazioni
Assegnazione delle tesi. Lo studente potrà concordare con il docente un argomento inerente le questioni storiche, politiche, sociali, economiche e/o geostrategiche di uno dei paesi dell’area o dei sistemi regionali o sub-regionali che compongono il continente africano o asiatico, con particolare attenzione agli Stati e alle problematiche relative all’Africa subsahariana, al Vicino e Medio Oriente o all’Oriente Estremo.
In alternativa, gli argomenti di tesi potranno riguardare aspetti dottrinari dell’Islam, del radicalismo o del riformismo islamico; il terrorismo internazionale; l’instabilità regionale; la violazione dei diritti umani in specifici contesti geografici asiatici o africani; il nation-building in situazioni post-belliche; il ristabilimento dello Stato di diritto in paesi definibili come rogue states o failing/failed states.
Possono altresì essere elaborate tesi su tematiche contemporanee quali la propaganda del sedicente Stato Islamico (IS), con particolare riferimento alle sue principali riviste (Dabiq, Rumiyah in lingua inglese, Dar al-Islam in lingua francese, ИСТОК in lingua russa o altre pubblicazioni in lingua araba da concordare con il docente); la propaganda di gruppi terroristici; i sistemi istituzionali e burocratico-amministrativi di IS; l’analisi documentaria relativa ad al-Qaeda e ad altre organizzazioni armate non statuali.
Nota bene: per la stesura della tesi, gli studenti sono pregati di attenersi scrupolosamente alle indicazioni di formattazione e di editing pubblicate sulla pagina del docente (Norme redazionali).
Avvertenza per i tesisti. È obbligatorio inviare al docente gli ultimi capitoli per la correzione finale almeno un mese prima della scadenza fissata per la consegna della tesi in Segreteria studenti. In caso contrario, la discussione slitterà alla sessione successiva.
Nota per gli studenti Erasmus. Il docente è disponibile a valutare con lo studente Erasmus la corrispondenza tra il programma qui presentato e il suo Learning Agreement, in modo che il percorso possa essere eventualmente individualizzato e facilitato, garantendo un riconoscimento effettivo dei CFU acquisiti.