Data di Pubblicazione:
2005
Abstract:
La vulnerabilità – di chi è ferito nel corpo, di chi è scosso nei sentimenti e nelle relazioni, di chi porta saperi, tecniche e capacità raffinate – richiama a una sobrietà del fare, del conoscere, del sentire. Nel cuore delle relazioni, della vita, delle condizioni reali del nascere e dell’abitare, dell’interpretare e del costruire, “le esperienze individuali attestano significati universali, consensi attorno ad un senso che per frequentare la vita non rinuncia alla sua pretesa d’esser condiviso.” La sobrietà d’un pensiero che tiene sotto controllo la tentazione del dominio e della costituzione, come quella del brillante e vuoto gioco linguistico (che lascia l’assurdo sul trono della verità lasciato vacante dalla ragione), è attesa di comunità, e si fa lavorio quotidiano di traduzione. Scrive Adorno chiudendo Minima moralia: “La filosofia, quale sola potrebbe giustificarsi al cospetto della disperazione, è il tentativo di considerare tutte le cose come si presenterebbero dal punto di vista della redenzione. La conoscenza non ha altra luce che non sia quella che emana dalla redenzione nel mondo: tutto il resto si esaurisce nella ricostruzione a posteriori e fa parte della tecnica.”
Tipologia CRIS:
1.1.01 Articoli/Saggi in rivista - Journal Articles/Essays
Elenco autori:
Lizzola, Ivo
Link alla scheda completa:
Pubblicato in: