La poetica di Jean Paul all'epoca di "Das älteste Systemprogramm des deutschen Idealismus". Questioni aperte e risposte possibili sul rapporto tra morale ed estetica
Articolo
Data di Pubblicazione:
2005
Abstract:
Il saggio prende le mosse da alcune citazioni nascoste nell'opera di W.G. Sebald, "Die Ausgewanderten" (Gli emigrati)(1992) che mostrano una dipendenza diretta dello scrittore contemporaneo dalla poetica dell'autore romantico Jean Paul. Con un sottile gioco intertestuale, Sebald rinvia alla dottrina delle immagini mentali, che si traducono in immagini estetiche, suggerita da Jean Paul - scrittore di rare attitudini speculativo-filosofiche - nella sua Vorschule der Aesthetik (1813). Ma il saggio si adopera in generale a ricostruire il cosmo delle immagini jeanpauliane, che stimolano centralmente la riflessione sulla questione dell'immortalità dell'anima e dell'esistenza di Dio. Non si può trattare questo tema, senza ricordare il fondamentale cameo letterario di Jean Paul dedicato alla visione del Cristo Morto nel Siebenkäs (1790). Essendo proposta nel convegno per il quale si è redatto il testo in questione una riflessione intorno al ruolo del frammento conosciuto come "Das älteste Systemprogramm des deutschen Idealismus", si sono indagati i rapporti filosofici di Jean Paul con le formulazioni contenute nel breve testo apocrifo, così come il ruolo dell'autore nel panorama dell'Idealismo tedesco.
Tipologia CRIS:
1.1.01 Articoli/Saggi in rivista - Journal Articles/Essays
Elenco autori:
Agazzi, Elena
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