L’Italia davanti alla Corte EDU per l’insufficiente protezione delle vittime della violenza di genere: una questione costituzionale
Articolo
Data di Pubblicazione:
2022
Citazione:
(2022). L’Italia davanti alla Corte EDU per l’insufficiente protezione delle vittime dellaviolenza di genere: una questione costituzionale [journal article - articolo]. In OSSERVATORIO COSTITUZIONALE. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/231110
Abstract:
Le tre condanne subite in pochi mesi dall’Italia nei casi Landi, De Giorgi e Scavone per l’insufficiente protezione delle vittime della violenza di genere sono esaminate alla luce non
solo della violazione degli obblighi positivi di protezione scaturenti dagli articoli 2 e 3 Cedu, ma anche come questione costituzionale, nel quadro del principio antisubordinazione di genere della Costituzione italiana. La disciplina giuridica della violenza di genere si dimostra, infatti, luogo cruciale per la costruzione dell’uguaglianza costituzionale. Benché le condanne, a differenza del precedente Talpis, abbiano escluso il riconoscimento anche dell’art. 14 per discriminazione per
ragioni di sesso, le preoccupanti carenze puntualmente attestate dai casi, viste nel loro indubbio collegamento, non possono essere considerate semplici ed occasionali disfunzioni di singoli elementi del sistema – in qualche misura inevitabili – ma ne attestano difetti strutturali e una perdurante difficoltà a garantire le cosiddette «quattro P»: non solo il versante punitivo, nella sua effettività e capacità di deterrenza, ma soprattutto prevenzione, protezione e politiche integrate.
solo della violazione degli obblighi positivi di protezione scaturenti dagli articoli 2 e 3 Cedu, ma anche come questione costituzionale, nel quadro del principio antisubordinazione di genere della Costituzione italiana. La disciplina giuridica della violenza di genere si dimostra, infatti, luogo cruciale per la costruzione dell’uguaglianza costituzionale. Benché le condanne, a differenza del precedente Talpis, abbiano escluso il riconoscimento anche dell’art. 14 per discriminazione per
ragioni di sesso, le preoccupanti carenze puntualmente attestate dai casi, viste nel loro indubbio collegamento, non possono essere considerate semplici ed occasionali disfunzioni di singoli elementi del sistema – in qualche misura inevitabili – ma ne attestano difetti strutturali e una perdurante difficoltà a garantire le cosiddette «quattro P»: non solo il versante punitivo, nella sua effettività e capacità di deterrenza, ma soprattutto prevenzione, protezione e politiche integrate.
Tipologia CRIS:
1.1.01 Articoli/Saggi in rivista - Journal Articles/Essays
Elenco autori:
Pezzini, Barbara
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