Publication Date:
2010
Short description:
(2010). Due agnizioni per Procopio [journal article - articolo]. In RIVISTA DI STUDI BIZANTINI E NEOELLENICI. Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/24552
abstract:
ABSTRACT PER UFFICIO RICERCA
Due agnizioni per Procopio è una prova di lettura di intra- e di intertestualità nell’opera del maggior storiografo bizantino del VI secolo, Procopio di Cesarea.
Nell’articolo, due passi significativi del De Aedificiis di Procopio (da tempo oggetto di mie ricerche) vengono messi a confronto sia “interno” sia “esterno” all’opus procopiano.
In un caso, il capolavoro cristiano della Santa Sofia (Aed. I 1, 20-78) viene confrontato con la descrizione procopiana della “Nave di Enea” dall’autore vista a Roma intorno al 538 (Bell. VIII 22) – Il mio studio intratestuale sottolinea la presenza di significative “invarianti” nella procedura di descrizione, dalla struttura complessiva dei passi al vocabolario utilizzato. Ne risulta avvalorata la sostanziale unitarietà e coerenza della produzione di Procopio, contrariamente a tendenze di segno “disaggregante” esasperate dalla critica più recente. – Si tratta in assoluto del primo accostamento dei due passi, con significativi risultati anche interdisciplinari tra filologia, storiografia, storia dell’arte.
Nel secondo caso, l’incipit di Aed. (I 1,-12) viene analizzato alla luce dell’intertestualità evidenziando -ancora , per la prima volta nella tradizione critica- una lignée letteraria utilizzata da Procopio, che attinge all’oratoria di Isocrate (Panatenaico) attraverso il filtro rappresentato da Dionigi di Alicarnasso, da me già evidenziato in precedenti pubblicazioni. L’effetto complessivo è ancora una volta in linea con una consapevole strategia letteraria che l’autore padroneggia per valorizzare la sua enunciazione all’interno della totalità del suo corpus. Di nuovo: unitarietà.
Paolo Cesaretti, gennaio 2011
Due agnizioni per Procopio è una prova di lettura di intra- e di intertestualità nell’opera del maggior storiografo bizantino del VI secolo, Procopio di Cesarea.
Nell’articolo, due passi significativi del De Aedificiis di Procopio (da tempo oggetto di mie ricerche) vengono messi a confronto sia “interno” sia “esterno” all’opus procopiano.
In un caso, il capolavoro cristiano della Santa Sofia (Aed. I 1, 20-78) viene confrontato con la descrizione procopiana della “Nave di Enea” dall’autore vista a Roma intorno al 538 (Bell. VIII 22) – Il mio studio intratestuale sottolinea la presenza di significative “invarianti” nella procedura di descrizione, dalla struttura complessiva dei passi al vocabolario utilizzato. Ne risulta avvalorata la sostanziale unitarietà e coerenza della produzione di Procopio, contrariamente a tendenze di segno “disaggregante” esasperate dalla critica più recente. – Si tratta in assoluto del primo accostamento dei due passi, con significativi risultati anche interdisciplinari tra filologia, storiografia, storia dell’arte.
Nel secondo caso, l’incipit di Aed. (I 1,-12) viene analizzato alla luce dell’intertestualità evidenziando -ancora , per la prima volta nella tradizione critica- una lignée letteraria utilizzata da Procopio, che attinge all’oratoria di Isocrate (Panatenaico) attraverso il filtro rappresentato da Dionigi di Alicarnasso, da me già evidenziato in precedenti pubblicazioni. L’effetto complessivo è ancora una volta in linea con una consapevole strategia letteraria che l’autore padroneggia per valorizzare la sua enunciazione all’interno della totalità del suo corpus. Di nuovo: unitarietà.
Paolo Cesaretti, gennaio 2011
Iris type:
1.1.01 Articoli/Saggi in rivista - Journal Articles/Essays
List of contributors:
Cesaretti, Paolo
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