Data di Pubblicazione:
2020
Citazione:
(2020). I popolari e i trattati di pace (1919-1920) . Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/169822
Abstract:
Il Partito Popolare Italiano (PPI) nacque a Roma il 18 gennaio 1919 (la stessa data di apertura della Conferenza di pace di Versailles) e, fin dal suo primo
Appello al paese, rivendicò l’obiettivo di una «pace giusta e durevole», in cui le aspirazioni nazionali dell’Italia vincitrice della guerra avrebbero dovuto conciliarsi con l’applicazione dei princìpi della «nuova diplomazia» wilsoniana. A partire da queste rivendicazioni programmatiche sarebbe maturata, nel giro di pochi mesi, la contestazione «popolare» della pace negoziata a Versailles dalla diplomazia dell’Intesa, che decretò il tramonto del «wilsonismo» e l’isolamento della delegazione italiana sulla «questione adriatica». Il presente saggio ripercorre i pronunciamenti del PPI e della sua classe dirigente, nazionale e locale, sui trattati di pace firmati e ratificati dall’Italia fra il 1919 e il 1920: la campagna di protesta contro il trattato di Versailles con la Germania, culminata nella relazione di opposizione presentata alla Camera dal deputato popolare Giovanni Maria Longinotti; l’approvazione parlamentare del trattato di Saint Germain con l’Austria, giustificata dall’annessione del Trentino e dell’Alto Adige e dalla previsione di garanzie autonomistiche per le nuove province; la condivisione del trattato di Rapallo con lo Stato jugoslavo, che risolse bilateralmente il contenzioso sul confine orientale dell’Italia lasciato in sospeso dalla Conferenza di Versailles.
Appello al paese, rivendicò l’obiettivo di una «pace giusta e durevole», in cui le aspirazioni nazionali dell’Italia vincitrice della guerra avrebbero dovuto conciliarsi con l’applicazione dei princìpi della «nuova diplomazia» wilsoniana. A partire da queste rivendicazioni programmatiche sarebbe maturata, nel giro di pochi mesi, la contestazione «popolare» della pace negoziata a Versailles dalla diplomazia dell’Intesa, che decretò il tramonto del «wilsonismo» e l’isolamento della delegazione italiana sulla «questione adriatica». Il presente saggio ripercorre i pronunciamenti del PPI e della sua classe dirigente, nazionale e locale, sui trattati di pace firmati e ratificati dall’Italia fra il 1919 e il 1920: la campagna di protesta contro il trattato di Versailles con la Germania, culminata nella relazione di opposizione presentata alla Camera dal deputato popolare Giovanni Maria Longinotti; l’approvazione parlamentare del trattato di Saint Germain con l’Austria, giustificata dall’annessione del Trentino e dell’Alto Adige e dalla previsione di garanzie autonomistiche per le nuove province; la condivisione del trattato di Rapallo con lo Stato jugoslavo, che risolse bilateralmente il contenzioso sul confine orientale dell’Italia lasciato in sospeso dalla Conferenza di Versailles.
Tipologia CRIS:
1.2.01 Contributi in volume (Capitoli o Saggi) - Book Chapters/Essays
Elenco autori:
Mazzei, Federico
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Titolo del libro:
1919-1920. I trattati di pace e l'Europa
Pubblicato in: