Brochs „Menschenrecht und Irdisch-Absolutes“ in anthropologisch-politischer Perspektive
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2023
Citazione:
(2023). Brochs „Menschenrecht und Irdisch-Absolutes“ in anthropologisch-politischer Perspektive . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/248049
Abstract:
Il saggio parte dall’ipotesi che una poesia di Hermann Broch del 1948, “Der Schnitt im Irdischen”, possa essere ritenuta preparatoria del capitolo IV della Massenwahntheorie: “Rechtsprechung und neuer Menschentyp. Menschenrecht und Irdisch-Absolutes”. Questa poesia viene qui interpretata alla luce della futura riflessione di Broch, negli anni dell’esilio, su come l’uomo possa combattere la barbarie umana tramite un progetto che difenda in primis il principio della dignità senza per questo dover seguire un tradizionale modello illuministico. Broch espone alla Arendt il proprio programma il 21 febbraio 1949, quando dichiara, usando una parola che non è frequente nel suo vocabolario, cioè “Anthropologie”, quali dovrebbero essere i caposaldi dello scritto sul delirio delle masse. Il rapporto con Jacques Maritain, con cui Broch era in contatto per progettare una Völkerbundresolution, costituisce un paragrafo specifico del presente saggio e sviluppa l’aspetto del rapporto tra diritti dell’uomo e dignità umana. Alcune considerazioni finali concernono il rapporto tra antropologia e politica in Broch, evidenziando come il romanzo di Hermann Kasack, Die Stadt hinter dem Strom (1947), uno dei testi esemplari della letteratura tedesca del Secondo Dopoguerra, avesse colpito molto positivamente lo scrittore austriaco, proponendo un modello convincente di “pacificazione” dell’uomo dopo gli orrori della guerra.
Tipologia CRIS:
1.2.01 Contributi in volume (Capitoli o Saggi) - Book Chapters/Essays
Elenco autori:
Agazzi, Elena
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Titolo del libro:
Massenwahntheorie und Friedenspoetik. Hermann Broch und die bedrohte Demokratie des 20. Jahrhunderts