Data di Pubblicazione:
2025
Citazione:
(2025). Un precursore di Dante nella Firenze del Duecento: il caso di Bono Giamboni [journal article - articolo]. In L'Alighieri. Rassegna dantesca. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/315209
Abstract:
Nel solco metodologico di recenti studi sul contesto intellettuale laico, nel quale a cavaliere
tra Due e Trecento, soprattutto in Toscana, prese corpo l’eccezione italiana di una
comunità di scrittori in volgare di estrazione professionale giuridico-notarile e attivi nella
dirigenza delle istituzioni comunali, il presente contributo, pur senza nutrire ambizioni di
esaustività, vorrebbe iniziare a colmare uno spazio ancora aperto alla riflessione nell’ambito
della bibliografia dantesca. Da tale prospettiva si intende indagare la potenziale funzione
di modello svolta dalla prosa del Duecento nei confronti delle prove letterarie giovanili
dell’Alighieri, in particolare nei riguardi dell’invenzione dantesca del prosimetro in volgare,
che si colloca nel vivo della stagione fiorentina del volgarizzamento e pressoché contestualmente alla prima circolazione dell’opera in prosa del giudice fiorentino Bono Giamboni. A un raffronto con l’opera di quest’ultimo, che già Cesare Segre definiva «il maggior
prosatore toscano del Duecento» e che tuttavia vanta a oggi una presenza assai ridotta negli
studi danteschi, è dedicato il nucleo argomentativo principale del presente contributo, nel
quale si iniziano a proporre puntuali raffronti intertestuali e interdiscorsivi tra la prosa giamboniana da un lato e la Vita nova, il Convivio e la Commedia dall’altro.
tra Due e Trecento, soprattutto in Toscana, prese corpo l’eccezione italiana di una
comunità di scrittori in volgare di estrazione professionale giuridico-notarile e attivi nella
dirigenza delle istituzioni comunali, il presente contributo, pur senza nutrire ambizioni di
esaustività, vorrebbe iniziare a colmare uno spazio ancora aperto alla riflessione nell’ambito
della bibliografia dantesca. Da tale prospettiva si intende indagare la potenziale funzione
di modello svolta dalla prosa del Duecento nei confronti delle prove letterarie giovanili
dell’Alighieri, in particolare nei riguardi dell’invenzione dantesca del prosimetro in volgare,
che si colloca nel vivo della stagione fiorentina del volgarizzamento e pressoché contestualmente alla prima circolazione dell’opera in prosa del giudice fiorentino Bono Giamboni. A un raffronto con l’opera di quest’ultimo, che già Cesare Segre definiva «il maggior
prosatore toscano del Duecento» e che tuttavia vanta a oggi una presenza assai ridotta negli
studi danteschi, è dedicato il nucleo argomentativo principale del presente contributo, nel
quale si iniziano a proporre puntuali raffronti intertestuali e interdiscorsivi tra la prosa giamboniana da un lato e la Vita nova, il Convivio e la Commedia dall’altro.
Tipologia CRIS:
1.1.01 Articoli/Saggi in rivista - Journal Articles/Essays
Elenco autori:
Lombardo, Luca
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