BERGAMO
Dati Generali
Periodo di attività
Syllabus
Obiettivi Formativi
Il corso fornisce agli studenti gli strumenti concettuali e metodologici per leggere il welfare non come sistema statico di erogazione di prestazioni, ma come campo di transizione: un ordine simbolico e istituzionale attraversato da mutamento sociale, tensioni di riconoscimento, dinamiche mimetiche di conflitto e ridistribuzione, e nuove configurazioni di atmosfera sociale. L'obiettivo formativo è sviluppare una competenza progettuale, il welfare design, capace di intervenire dentro questi processi di trasformazione, anziché limitarsi a gestirne gli effetti a posteriori.Il filo conduttore del corso è un paradosso: il welfare nasce per stabilizzare il legame sociale, ma è esso stesso costantemente instabile, prodotto e riprodotto da conflitti di riconoscimento, meccanismi mimetici e fasi di mobilitazione collettiva. Progettare welfare significa progettare all'interno del mutamento, non contro di esso: una competenza che il corso sviluppa in forma sia teorica sia applicata, attraverso l'elaborazione di un project work su un caso reale di innovazione sociale.
Prerequisiti
Nessuno
Metodi didattici
Lezioni frontali dialogate: ogni modulo si apre con la presentazione di un caso empirico o di una situazione problematica, utilizzata come punto di accesso alla riflessione teorica. L'esposizione dei contenuti è costantemente aperta alla discussione in aula, con sollecitazione diretta degli studenti a mettere in relazione le categorie sociologiche presentate con esperienze, letture o osservazioni proprie.
Analisi di casi di studio: in ciascun modulo vengono proposti casi reali o verosimili (riforme di welfare, conflitti distributivi, esperienze di innovazione dal basso) attraverso i quali gli studenti esercitano l'applicazione degli strumenti teorici a situazioni concrete.
Attività laboratoriali in itinere: al termine di ciascuno dei primi cinque moduli è previsto un momento laboratoriale dedicato all'individuazione e alla progressiva messa a fuoco del caso-studio che i gruppi di lavoro porteranno avanti nel project work finale. Questo consente un apprendimento cumulativo, in cui la capacità progettuale matura in parallelo all'acquisizione teorica, anziché essere confinata a una fase conclusiva isolata.
Project work di gruppo: gli studenti frequentanti sviluppano, in piccoli gruppi, un project work di welfare design su un caso reale di innovazione sociale o su un problema di welfare, integrando gli strumenti teorici acquisiti nel corso. Il lavoro è oggetto di supervisione durante il Modulo 6, dedicato interamente allo sviluppo, alla presentazione e alla discussione collettiva degli elaborati.
Discussione critica in aula: la discussione collettiva è utilizzata sistematicamente come strumento per esercitare l'autonomia di giudizio: in particolare nei moduli dedicati al riconoscimento e ai meccanismi mimetici, dove si richiede agli studenti di distinguere tra diagnosi sociologica e discorso moralizzante.
Materiali di supporto: testi, articoli scientifici e materiali audiovisivi (ove pertinenti) vengono utilizzati a integrazione delle lezioni frontali, con l'obiettivo di mantenere un dialogo costante tra riferimenti teorici classici e casi di attualità.
Verifica Apprendimento
La verifica dell'apprendimento è finalizzata ad accertare sia la conoscenza dei contenuti teorici sia la capacità di applicare strumenti sociologici all'analisi e alla progettazione del welfare.
Per gli studenti frequentanti:
elaborazione di un project work di gruppo relativo a un caso di innovazione sociale o a un problema di welfare;
presentazione e discussione del project work;
colloquio orale individuale sui contenuti del corso.
Per gli studenti non frequentanti:
prova orale sui testi in programma e sui contenuti dell'insegnamento;
eventuale approfondimento scritto concordato con il docente.
Contenuti
Modulo 1 Il welfare come atmosfera in transizione
Il modulo introduce una lettura del welfare non come struttura erogativa ma come atmosfera percepita — un clima emotivo collettivo che si produce e si dissolve negli spazi, nei tempi e nei dispositivi dei servizi. A partire da un caso di dissoluzione di un presidio territoriale, si esplora la svolta atmosferica in sociologia (Böhme, Griffero) e la sua utilità per leggere la crisi di prossimità dei sistemi di welfare contemporanei. Si introduce inoltre il tema dell'accelerazione sociale (Rosa) per spiegare perché le istituzioni di welfare tendano a "sincronizzarsi in ritardo" rispetto al bisogno reale.
Modulo 2 Mutamento sociale e crisi di legittimazione
Il modulo ricostruisce le principali teorie del mutamento sociale applicate ai modelli di welfare state, con particolare attenzione ai processi che ne mettono in discussione la legittimità agli occhi dei cittadini. Si parte da un caso di riforma percepita come rottura del patto sociale, per poi introdurre la tipologia dei regimi di welfare (Esping-Andersen) come strumento tecnico di comparazione, e discutere (anche con riferimenti empirici aggiornati sul contesto italiano) le forme contemporanee di sfiducia istituzionale.
Modulo 3 Riconoscimento e misconoscimento dei bisogni
Il modulo sposta il fuoco dalle istituzioni ai soggetti: come si costruisce, e talvolta si nega, il riconoscimento sociale del bisogno. Attraverso la teoria del riconoscimento di Honneth, si analizzano le forme di invisibilità di categorie di utenza che non trovano posto nei dispositivi esistenti. Il modulo introduce inoltre il concetto di vittimismo, per una lettura critica delle retoriche vittimarie come risorsa simbolica competitiva nello spazio pubblico del welfare.
Modulo 4 Mimesi, colpa e scarsità delle risorse
Il modulo affronta il nodo teorico centrale del corso: i meccanismi mimetici e capro-espiatori che si attivano quando le risorse di welfare sono scarse e devono essere allocate tra categorie di utenza in competizione. A partire da un caso di conflitto tra "i veri bisognosi" e "gli approfittatori", si applica la teoria del capro espiatorio di Girard e il modello del triangolo vittima/carnefice/eroe (Jasper, Bergstrand) alla costruzione pubblica della colpa e del merito nel welfare.
Modulo 5 Stato nascente e innovazione dal basso
Il modulo esplora la faccia propositiva del mutamento: le fasi di mobilitazione collettiva che generano innovazione sociale (mutualismo, comunità energetiche, terzo settore). Attraverso il concetto di stato nascente di Alberoni si analizza il rischio di raffreddamento istituzionale di queste spinte, e si introduce l'immaginario sociale come risorsa simbolica per il design di nuove forme di welfare. Il modulo dedica una parte specifica alle metodologie di progettazione partecipata, in funzione del project work.
Modulo 6 Laboratorio: sviluppo e discussione dei project work
Il modulo conclusivo è dedicato interamente al lavoro applicativo. Gli studenti sviluppano in gruppo un project work su un caso reale di innovazione sociale o problema di welfare, integrando gli strumenti teorici acquisiti nei moduli precedenti. Il corso si chiude non con una sintesi risolutiva, ma richiamando il paradosso di partenza: il welfare come tentativo di stabilizzazione che è esso stesso fonte di instabilità, lasciato deliberatamente aperto come chiave di lettura per la pratica professionale futura.
Altre informazioni
Per gli studenti non frequentanti non sono richiesti libri supplementari.
Per gli studenti lavoratori e non frequentanti è consigliato presentarsi a ricevimento con il docente prima dell'esame e consultare la mail istituzionale @studenti.unibg.it per comunicazioni relative a iniziative (seminari, laboratori) specifiche per non frequentanti e per accedere alla piattaforma Moodle per la formazione a distanza.