“Solo i cinesi possono raccontare il vero volto del paese”. Alcune considerazioni su Pearl S. Buck e la narrativa cinese dei primi decenni del Novecento
Chapter
Publication Date:
2020
Short description:
(2020). “Solo i cinesi possono raccontare il vero volto del paese”. Alcune considerazioni su Pearl S. Buck e la narrativa cinese dei primi decenni del Novecento . Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/169090
abstract:
Nel discorso di accettazione del premio Nobel, nel 1938, Pearl S. Buck ripudia la letteratura cinese a lei contemporanea, definendola un “hybrid product”, opera di scrittori fortemente influenzati dall’Occidente e ignari della ricchezza culturale del proprio paese. Quasi negli stessi anni, il grande scrittore Lu Xun afferma che la prospettiva che Buck propone nel suo capolavoro, La buona terra, è la visione superficiale di una missionaria che non riflette la realtà del paese. Attraverso l’opera di Lu Xun e di altri autori cinesi attivi negli anni Trenta del secolo scorso, il saggio intende analizzare questo conflitto sul “vero volto” della Cina del tempo, collocando la prospettiva degli scrittori cinesi nella complessità del periodo storico e proponendo alcune riflessioni sulle diverse visioni del rapporto con l’Occidente, con la tradizione e con la realtà rurale.
Iris type:
1.2.01 Contributi in volume (Capitoli o Saggi) - Book Chapters/Essays
List of contributors:
Gottardo, Maria Giuseppina
Book title:
Sguardi interculturali. Pearl S. Buck e la Cina
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