La continuità aziendale nella crisi d’impresa: una ricerca empirica sull’andamento di accordi di ristrutturazione del debito e concordati preventivi, 2009-2016
Articolo
Data di Pubblicazione:
2021
Citazione:
(2021). La continuità aziendale nella crisi d’impresa: una ricerca empirica sull’andamento di accordi di ristrutturazione del debito e concordati preventivi, 2009-2016 [professional journal article - articolo su rivista professionale/divulgativa]. In IL DIRITTO FALLIMENTARE E DELLE SOCIETÀ COMMERCIALI. Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/206123
Abstract:
Il diritto concorsuale italiano prevede diversi strumenti di regolazione della crisi d’impresa che, con il coinvolgimento dei creditori, mirano a evitare la liquidazione delle imprese in difficoltà e a
favorirne il risanamento. Questo articolo presenta alcuni risultati dell’indagine empirica più ampia finora condotta in Italia con riguardo agli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis L.
Fall. e ai concordati preventivi in continuità aziendale. La ricerca mostra come questi strumenti coinvolgano, principalmente, le imprese di dimensioni maggiori, in particolar modo nel caso degli
ADR, e che le imprese che utilizzano l’ADR versano in condizioni economiche meno critiche al momento del deposito della domanda di omologazione dell’accordo rispetto a quelle che accedono al
concordato, la cui situazione economico-finanziaria tende, invece, a deteriorarsi più rapidamente. Emerge anche che l’obiettivo della conservazione della continuità aziendale, cui la disciplina di entrambi vquesti strumenti attribuisce centralità, è conseguito solo in una minoranza dei casi: molte imprese che ricorrono al concordato preventivo e, soprattutto, all’ADR cessano comunque la loro attività poco dopo il tentativo di ristrutturazione. Le imprese che sopravvivono mostrano spesso una ripresa parziale, relativamente più intensa per quelle che ricorrono al concordato. Tuttavia, le conclusioni con riguardo alle prestazioni – apparentemente superiori – dei concordati preventivi sono offuscate dalla lunga durata della fase esecutiva, che spesso non consente di osservare i risultati definitivi della procedura.
favorirne il risanamento. Questo articolo presenta alcuni risultati dell’indagine empirica più ampia finora condotta in Italia con riguardo agli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis L.
Fall. e ai concordati preventivi in continuità aziendale. La ricerca mostra come questi strumenti coinvolgano, principalmente, le imprese di dimensioni maggiori, in particolar modo nel caso degli
ADR, e che le imprese che utilizzano l’ADR versano in condizioni economiche meno critiche al momento del deposito della domanda di omologazione dell’accordo rispetto a quelle che accedono al
concordato, la cui situazione economico-finanziaria tende, invece, a deteriorarsi più rapidamente. Emerge anche che l’obiettivo della conservazione della continuità aziendale, cui la disciplina di entrambi vquesti strumenti attribuisce centralità, è conseguito solo in una minoranza dei casi: molte imprese che ricorrono al concordato preventivo e, soprattutto, all’ADR cessano comunque la loro attività poco dopo il tentativo di ristrutturazione. Le imprese che sopravvivono mostrano spesso una ripresa parziale, relativamente più intensa per quelle che ricorrono al concordato. Tuttavia, le conclusioni con riguardo alle prestazioni – apparentemente superiori – dei concordati preventivi sono offuscate dalla lunga durata della fase esecutiva, che spesso non consente di osservare i risultati definitivi della procedura.
Tipologia CRIS:
1.1.07 Contributi in Quotidiano o Rivista professionale/divulgativa - Newspaper or Professional article
Elenco autori:
Danovi, Alessandro; Donati, Iacopo; Forestieri, Ilaria; Orlando, Tommaso; Zorzi, Andrea
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