Data di Pubblicazione:
2014
Citazione:
(2014). Le "je" se traduit: sur la théorie de la traduction d'Henri Meschonnic [book chapter - capitolo di libro]. Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/30946
Abstract:
L'articolo si propone di ripercorrere le fasi dell'elaborazione di una teoria della traduzione nell'opera di Henri Meschonnic, da "Pour la poétique II" (1973) a "Poétique du traduire" (1999) ed "Ethique et politique du traduire" (2007), allo scopo di mostrare in questo percorso il grado di coerenza attraverso il quale l'Autore, nel confronto anche aspro con la teoria del segno, intenda fondare una prassi teorica sul discorso di un soggetto che "si scrive e si traduce", quindi s'inventa creando e traducendo. Il lavoro di traduzione sulla Bibbia diviene l'àmbito teorico e poetico all'interno del quale appaiono evidenti i tratti caratteristici di un'oralità della scrittura più solida dei dualismi teorici quali quello che oppone "sourciers" e "ciblistes" (Ladmiral), o le tentazioni invasive della filosofia sulla poetica del tradurre (Derrida). E' "l'etica del linguaggio" che nella corporeità della scrittura e nell'articolazione vocale ribadisce la sua estraneità a schemi e classificazioni per votarsi a un'autonomia che è tipica della scrittura come storicità del soggetto scrivente e come invenzione di sé attraverso il linguaggio.
Tipologia CRIS:
1.2.01 Contributi in volume (Capitoli o Saggi) - Book Chapters/Essays
Elenco autori:
Scotto, Fabio
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Titolo del libro:
Henri Meschonnic théoricien de la traduction
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