Data di Pubblicazione:
2025
Citazione:
(2025). L'enogastronomia in viaggio: un'analisi del comportamento dei turisti italiani . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/302825
Abstract:
L’enogastronomia nel turismo ha acquisito negli anni una nuova centralità. Dall’essere una mera componente accessoria – sebbene essenziale – dell’esperienza di viaggio, è divenuta un elemento assai ricercato, apprezzato, e determinante nelle scelte e nel comportamento dei turisti. Per capire le ragioni di questa crescita è importante sottolineare che il turismo enogastronomico non si limita al solo acquisto di prodotti agroalimentari e vitivinicoli tipici e al degustare ricette e piatti tradizionali. È una pratica turistica che si esprime attraverso una pluralità di prodotti, servizi ed esperienze in cui il coinvolgimento dei sensi è qualificante,
attraverso cui fruire del patrimonio culturale del luogo in modo attivo, immergendosi nella vita e nelle tradizioni della comunità locale. Il recarsi in ristoranti gourmet e/o storici, il visitare luoghi di produzione (aziende agroalimentari, cantine, birrifici, frantoi, caseifici, pastifici, ecc.), i mercati agroalimentari, i musei del gusto e/o le botteghe artigiane, il partecipare ad eventi e festival così come a tour tematici e/o corsi di cucina sono solo alcuni degli esempi più noti attraverso cui l’enogastronomia si manifesta nel turismo e diventa attrazione. Il turismo enogastronomico non è quindi un semplice elenco di prodotti, servizi ed esperienze tematiche, ma deve essere visto come un insieme dinamico di proposte turistiche che si declinano nel contesto di ogni territorio enfatizzandone le peculiarità (sia enogastronomiche che non enogastronomiche), sono trasversali ai differenti segmenti turistici e grazie a ciò si evolvono, arricchendosi di nuove sfaccettature. E, per tali ragioni, è sempre più apprezzato.
Questa evoluzione è stata ampiamente documentata attraverso studi e ricerche di mercato condotti a livello internazionale e nazionale. Le analisi condotte negli Stati Uniti d’America e in Canada tra il 2007 ed il 2013 avevano mostrato un primo “salto” quantitativo e qualitativo. In questo lasso di tempo, la platea di turisti che avevano partecipato ad esperienze a tema enogastronomico è passata dal 17% al 77%; il numero e la tipologia di attività a tema si era ampliato, evidenziando una propensione sempre maggiore verso la novità e il desiderio di vivere appieno ed in tutte le sue sfaccettature l’enogastronomia locale (Travel Industry Association e Edge Research, 2007; Mandala Research, 2013). Questa tendenza positiva è proseguita negli anni, con gli studi successivi che hanno riscontrato un aumento nel tasso di partecipazione alle attività a tema cibo, vino, birra, olio, etc. e, al contempo, nella fruizione di differenti tipologie di attività all’interno del medesimo viaggio (Stone et al., 2016; 2020). Oggi, le proposte enogastronomiche sono fra le più richieste dai viaggiatori. Basti pensate che il 16,1% dei turisti europei – circa 19,7 milioni – dichiara di volervi partecipare nel corso dei prossimi viaggi, a prescindere dalla meta scelta. Si tratta di un valore superiore ad attività più tradizionali e consolidate, come quelle culturali (European Travel Commission, 2023). Una tendenza analoga si riscontra tra i turisti d’oltreoceano, sia a livello generale che nel corso dei prossimi viaggi in Europa. Con particolare riguardo a questi ultimi, le esperienze enogastronomiche risultano fra le più desiderate e ricercate da parte dei turisti australiani, brasiliani, canadesi, cinesi, giapponesi, coreani e statunitensi (European Travel Commission, 2024). Cosa succede in Italia? È noto (e comprovato) che l’enogastronomia è tra i principali driver che sostengono la nostra immagine a livello mondiale, insieme alla moda ed al turismo (Ipsos, 2021). Questa reputazione positiva è certamente da stimolo nel far considerare
attraverso cui fruire del patrimonio culturale del luogo in modo attivo, immergendosi nella vita e nelle tradizioni della comunità locale. Il recarsi in ristoranti gourmet e/o storici, il visitare luoghi di produzione (aziende agroalimentari, cantine, birrifici, frantoi, caseifici, pastifici, ecc.), i mercati agroalimentari, i musei del gusto e/o le botteghe artigiane, il partecipare ad eventi e festival così come a tour tematici e/o corsi di cucina sono solo alcuni degli esempi più noti attraverso cui l’enogastronomia si manifesta nel turismo e diventa attrazione. Il turismo enogastronomico non è quindi un semplice elenco di prodotti, servizi ed esperienze tematiche, ma deve essere visto come un insieme dinamico di proposte turistiche che si declinano nel contesto di ogni territorio enfatizzandone le peculiarità (sia enogastronomiche che non enogastronomiche), sono trasversali ai differenti segmenti turistici e grazie a ciò si evolvono, arricchendosi di nuove sfaccettature. E, per tali ragioni, è sempre più apprezzato.
Questa evoluzione è stata ampiamente documentata attraverso studi e ricerche di mercato condotti a livello internazionale e nazionale. Le analisi condotte negli Stati Uniti d’America e in Canada tra il 2007 ed il 2013 avevano mostrato un primo “salto” quantitativo e qualitativo. In questo lasso di tempo, la platea di turisti che avevano partecipato ad esperienze a tema enogastronomico è passata dal 17% al 77%; il numero e la tipologia di attività a tema si era ampliato, evidenziando una propensione sempre maggiore verso la novità e il desiderio di vivere appieno ed in tutte le sue sfaccettature l’enogastronomia locale (Travel Industry Association e Edge Research, 2007; Mandala Research, 2013). Questa tendenza positiva è proseguita negli anni, con gli studi successivi che hanno riscontrato un aumento nel tasso di partecipazione alle attività a tema cibo, vino, birra, olio, etc. e, al contempo, nella fruizione di differenti tipologie di attività all’interno del medesimo viaggio (Stone et al., 2016; 2020). Oggi, le proposte enogastronomiche sono fra le più richieste dai viaggiatori. Basti pensate che il 16,1% dei turisti europei – circa 19,7 milioni – dichiara di volervi partecipare nel corso dei prossimi viaggi, a prescindere dalla meta scelta. Si tratta di un valore superiore ad attività più tradizionali e consolidate, come quelle culturali (European Travel Commission, 2023). Una tendenza analoga si riscontra tra i turisti d’oltreoceano, sia a livello generale che nel corso dei prossimi viaggi in Europa. Con particolare riguardo a questi ultimi, le esperienze enogastronomiche risultano fra le più desiderate e ricercate da parte dei turisti australiani, brasiliani, canadesi, cinesi, giapponesi, coreani e statunitensi (European Travel Commission, 2024). Cosa succede in Italia? È noto (e comprovato) che l’enogastronomia è tra i principali driver che sostengono la nostra immagine a livello mondiale, insieme alla moda ed al turismo (Ipsos, 2021). Questa reputazione positiva è certamente da stimolo nel far considerare
Tipologia CRIS:
1.2.01 Contributi in volume (Capitoli o Saggi) - Book Chapters/Essays
Elenco autori:
Garibaldi, Roberta
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Titolo del libro:
Viaggio in Italia. Bellezza, creatività e competitività del turismo e della cultura made in Italy nell’era della ripresa