Il dolore che ti entra nella carne. Una lettura antropo-poietica tra decostruzione e creazione di umanità
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2024
Citazione:
(2024). Il dolore che ti entra nella carne. Una lettura antropo-poietica tra decostruzione e creazione di umanità . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/313670
Abstract:
Vivere un dolore, soprattutto laddove evitabile, è una scelta spesso delegittimata poiché lede l’integrità del corpo e una normatività sensoriale culturalmente prodotta. Il caso etnografico delle sospensioni corporee Europee, ovvero il sollevamento di un protagonista tramite ganci metallici temporaneamente inseriti nella pelle, mostra una significazione del dolore come strumento di intervento e produzione di un Io ideale. Grazie all’alterazione dello stato di coscienza, l’individuo mette mano alla sua capacità di percepire il corpo, se stesso, gli altri e l’ambiente, andando a creare l’opportunità di rigenerarsi in virtù di una sensorialità nuova e auto-prodotta. Lo scambio simbolico con il limite permette di produrre un nuovo Io potenziato, in armonia ed esplicito oggetto di intenzione poietica. La persona che si sospende dà così forma a se stessa attraverso il dolore e l’alterazione delle ordinarie abilità di percezione: il dolore decostruisce il senso di sé e lascia spazio per costruire una nuova forma di umanità.
Tipologia CRIS:
1.2.01 Contributi in volume (Capitoli o Saggi) - Book Chapters/Essays
Elenco autori:
Manfredi, Federica
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Titolo del libro:
Gli altri e noi. Saggi in onore di Francesco Remotti