Data di Pubblicazione:
2014
Abstract:
Il saggio intende ripercorre la tragica vicenda della poetessa milanese Antonia Pozzi (1912-1938), morta suicida, che ha lasciato con la silloge Parole (postuma, 1939) le tracce di una vocazione lirica fortemente autobiografica, già apprezzata da Eugenio Montale, e segnata dall’influsso della letteratura mitteleuropea, dall’esperienza del simbolismo francese e dalla maggiore tradizione italiana di quegli anni: Carducci, Pascoli, D’Annunzio e i Crepuscolari. Tra i nuclei tematico/paesaggistici delle liriche della Pozzi vi è in netta prevalenza quello della montagna – spazio naturale prediletto dall’Autrice, vero e proprio territorio dell’anima con il quale la Pozzi ha un rapporto di profonda e appassionata empatia – e, in misura minore, anche quello del mare, verso il quale la Pozzi prova sentimenti più contrastanti e segnati da una forte ambiguità. Il saggio si concentra proprio su quest’ultimo tema attraverso l’analisi di liriche come Giacere, Sorelle, a voi non dispiace ..., Infanzia, Esilio e molte altre.
Tipologia CRIS:
1.1.01 Articoli/Saggi in rivista - Journal Articles/Essays
Elenco autori:
Bani, Luca Erminio Bruno
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