Data di Pubblicazione:
2025
Citazione:
(2025). Oltre l’efficienza delle infrastrutture lineari di trasporto . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/320185
Abstract:
Le infrastrutture lineari di trasporto – strade e ferrovie – continuano a rappresentare un pilastro strategico per lo sviluppo economico, la connettività territoriale e la competitività dei sistemi produttivi. All’interno delle politiche di mobilità contemporanee, queste opere sono spesso celebrate per la loro capacità di ridurre
le distanze, aumentare la velocità degli spostamenti e garantire l’accesso ai mercati e ai servizi. Tuttavia, proprio per la loro natura pervasiva e trasformativa, esse sono anche tra i principali fattori di pressione sistemica sui territori più vulnerabili, in particolare nelle aree periurbane e rurali (Bonomi, 2014; Secchi, 2005).
L’approccio progettuale dominante, fondato su parametri tecnici normati e su una logica prestazionale, tende a trascurare la complessità ecosistemica, insediativa e sociale dei luoghi attraversati (Dematteis et al., 2001). Ne deriva una razionalità settoriale, che privilegia l’e!cienza funzionale a scapito degli
equilibri ecologici, delle relazioni sociali e della qualità paesaggistica. Questo approccio, spesso disgiunto dal contesto, contribuisce alla frammentazione territoriale, alla perdita di biodiversità e alla diffusione di forme di ingiustizia spaziale (Blondel et al., 2019; Steiner et al., 2013).
Eppure, la strada non è soltanto un’infrastruttura tecnica destinata a garantire lo spostamento: è un dispositivo complesso, capace di modificare, costruire e raccontare il paesaggio (Magnani, 2005). L’infrastruttura lineare – lungi dall’essere un elemento neutro – si comporta come un sistema relazionale, in
grado di preservare e sostenere le forme di vita, i caratteri e le dinamiche proprie dei luoghi che attraversa. Essa si configura come una struttura articolata fatta di percorsi, linee, intersezioni e spazi di varia natura e scala, pensati per accogliere e orchestrare diverse modalità di interazione tra persone, ambienti
e funzioni (Marshall, 2005). La strada diventa così la spina dorsale di un sistema territoriale più ampio,
in grado di generare usi plurimi del suolo, di tessere connessioni tra elementi biofisici, di accompagnare e regolare i processi ecologici. È anche spazio potenziale di espressione e di comunicazione, dove le superfici di sosta, le rampe o i sovrappassi possono trasformarsi in sequenze visive e narrative, capaci di
rendere riconoscibile e memorabile il paesaggio attraversato (Annunziata et al., 2018; Augé, 2007).
In questo quadro, lo spazio stradale si presenta come un ambito definito ma poroso, i cui margini sono luoghi di scambio tra infrastruttura e contesto, punti di interazione tra reti funzionali e strutture territoriali. Qui si costruisce un sistema continuo di paesaggi, una trama di connessioni che può ricucire fratture e restituire coerenza a territori disarticolati.
Scopo del presente capitolo è interrogarsi sulla razionalità del progetto infrastrutturale alla luce di questi temi, analizzando come le norme, i criteri e le logiche progettuali delle infrastrutture lineari di trasporto influenzino non solo le prestazioni funzionali, ma anche la forma e la qualità del paesaggio. Si tratta di esplorare le tensioni tra efficienza e contesto, tra rigidità normativa e adattabilità territoriale, nel tentativo di individuare modelli progettuali capaci di restituire alle infrastrutture un ruolo attivo nella costruzione del territorio e del paesaggio contemporaneo.
le distanze, aumentare la velocità degli spostamenti e garantire l’accesso ai mercati e ai servizi. Tuttavia, proprio per la loro natura pervasiva e trasformativa, esse sono anche tra i principali fattori di pressione sistemica sui territori più vulnerabili, in particolare nelle aree periurbane e rurali (Bonomi, 2014; Secchi, 2005).
L’approccio progettuale dominante, fondato su parametri tecnici normati e su una logica prestazionale, tende a trascurare la complessità ecosistemica, insediativa e sociale dei luoghi attraversati (Dematteis et al., 2001). Ne deriva una razionalità settoriale, che privilegia l’e!cienza funzionale a scapito degli
equilibri ecologici, delle relazioni sociali e della qualità paesaggistica. Questo approccio, spesso disgiunto dal contesto, contribuisce alla frammentazione territoriale, alla perdita di biodiversità e alla diffusione di forme di ingiustizia spaziale (Blondel et al., 2019; Steiner et al., 2013).
Eppure, la strada non è soltanto un’infrastruttura tecnica destinata a garantire lo spostamento: è un dispositivo complesso, capace di modificare, costruire e raccontare il paesaggio (Magnani, 2005). L’infrastruttura lineare – lungi dall’essere un elemento neutro – si comporta come un sistema relazionale, in
grado di preservare e sostenere le forme di vita, i caratteri e le dinamiche proprie dei luoghi che attraversa. Essa si configura come una struttura articolata fatta di percorsi, linee, intersezioni e spazi di varia natura e scala, pensati per accogliere e orchestrare diverse modalità di interazione tra persone, ambienti
e funzioni (Marshall, 2005). La strada diventa così la spina dorsale di un sistema territoriale più ampio,
in grado di generare usi plurimi del suolo, di tessere connessioni tra elementi biofisici, di accompagnare e regolare i processi ecologici. È anche spazio potenziale di espressione e di comunicazione, dove le superfici di sosta, le rampe o i sovrappassi possono trasformarsi in sequenze visive e narrative, capaci di
rendere riconoscibile e memorabile il paesaggio attraversato (Annunziata et al., 2018; Augé, 2007).
In questo quadro, lo spazio stradale si presenta come un ambito definito ma poroso, i cui margini sono luoghi di scambio tra infrastruttura e contesto, punti di interazione tra reti funzionali e strutture territoriali. Qui si costruisce un sistema continuo di paesaggi, una trama di connessioni che può ricucire fratture e restituire coerenza a territori disarticolati.
Scopo del presente capitolo è interrogarsi sulla razionalità del progetto infrastrutturale alla luce di questi temi, analizzando come le norme, i criteri e le logiche progettuali delle infrastrutture lineari di trasporto influenzino non solo le prestazioni funzionali, ma anche la forma e la qualità del paesaggio. Si tratta di esplorare le tensioni tra efficienza e contesto, tra rigidità normativa e adattabilità territoriale, nel tentativo di individuare modelli progettuali capaci di restituire alle infrastrutture un ruolo attivo nella costruzione del territorio e del paesaggio contemporaneo.
Tipologia CRIS:
1.2.01 Contributi in volume (Capitoli o Saggi) - Book Chapters/Essays
Elenco autori:
Adobati, Fulvio; Giacomello, Giovanni
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Titolo del libro:
Paesaggi-Percorsi. Ricucire infrastrutture e territori