Data di Pubblicazione:
2026
Citazione:
(2026). Cartografia digitale e immaginari del mondo per la pace: un approccio riflessivo . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/325965
Abstract:
Di fronte al potere ideologico della cartografia di incidere sulla conoscenza e sull’azione dell’interprete, come è possibile difendersi? Come sviluppare prospettive riflessive, critiche, di senso, visto il proliferare di immaginari bellici, ostili, conflittuali del mondo? Come generare una cartografia digitale in grado di rappresentare la complessità delle culture dei luoghi?
Il contributo illustra il ruolo centrale svolto dalla cartografia digitale nella creazione di una cultura della pace, innanzitutto focalizzando gli esiti comunicativi delle mappe come operatori simbolici in grado di orientare e supportare i diversi punti di vista degli abitanti, ma anche di condizionare le loro azioni. In secondo luogo, mettendo in luce i meccanismi simbiotici tra la carta e il territorio, in virtù dei quali i toponimi ordinano e regolano il messaggio cartografico, dispiegano la denominazione territoriale e generano una mediazione attiva. Infine, sottolineando la necessità di competenze integrate umanistiche e tecniche proprie delle digital humanities per costruire carte mediante un approccio riflessivo sulle icone, sull’autoreferenza e sul rapporto tra il cartografo e il fruitore della carta nella scelta di dati, tecniche di visualizzazione, proiezioni e forme di interattività.
In tale prospettiva, le università risultano centrali per generare una cultura della pace a partire da rappresentazioni cartografiche che: tentino di mostrare le dinamiche degli abitanti adottando approcci programmatici e non emergenziali; riflettano sul ruolo della cartografia nella divulgazione di messaggi politici tramite i media; restituiscano le dinamiche degli abitanti sottolineando la complessità e le connessioni trans-scalari, a supporto della progettazione territoriale. In particolare, le competenze geografiche consentono di integrare le attività di ricerca con quelle di didattica e terza missione contribuendo a sostanziare l’innovazione culturale negli spazi di vita quotidiana.
Il contributo illustra il ruolo centrale svolto dalla cartografia digitale nella creazione di una cultura della pace, innanzitutto focalizzando gli esiti comunicativi delle mappe come operatori simbolici in grado di orientare e supportare i diversi punti di vista degli abitanti, ma anche di condizionare le loro azioni. In secondo luogo, mettendo in luce i meccanismi simbiotici tra la carta e il territorio, in virtù dei quali i toponimi ordinano e regolano il messaggio cartografico, dispiegano la denominazione territoriale e generano una mediazione attiva. Infine, sottolineando la necessità di competenze integrate umanistiche e tecniche proprie delle digital humanities per costruire carte mediante un approccio riflessivo sulle icone, sull’autoreferenza e sul rapporto tra il cartografo e il fruitore della carta nella scelta di dati, tecniche di visualizzazione, proiezioni e forme di interattività.
In tale prospettiva, le università risultano centrali per generare una cultura della pace a partire da rappresentazioni cartografiche che: tentino di mostrare le dinamiche degli abitanti adottando approcci programmatici e non emergenziali; riflettano sul ruolo della cartografia nella divulgazione di messaggi politici tramite i media; restituiscano le dinamiche degli abitanti sottolineando la complessità e le connessioni trans-scalari, a supporto della progettazione territoriale. In particolare, le competenze geografiche consentono di integrare le attività di ricerca con quelle di didattica e terza missione contribuendo a sostanziare l’innovazione culturale negli spazi di vita quotidiana.
Tipologia CRIS:
1.2.01 Contributi in volume (Capitoli o Saggi) - Book Chapters/Essays
Elenco autori:
Ghisalberti, Alessandra
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Geografie dell’innovazione in dialogo. Società digitali e pace