Data di Pubblicazione:
2016
Abstract:
Il digiuno nel senso comune contemporaneo ha assunto un significato simbolico profondamente differente rispetto all’ascetismo religioso premoderno. Il digiuno ascetico è stato presente in tutti i periodi della nostra storia. Esso ha in qualche modo finito con l’essere accostato a espressioni più o meno accettabili di estremismo. E le chiese hanno vigilato contro le sue possibili distorsioni. Quando cioè il desiderio di essere degli asceti era strategicamente sostituito dal desiderio di essere considerati tali. La sfera del sacro da sempre contiene le pulsioni più potenti dell’uomo, esercitando sui legamisociali un’azione di repressione, da un lato, e, dall’altro, di sublimazione o traduzione del desiderio su livelli diversi. Oggi, in un’epoca che è ben lontana dall’essere sotto la tutela di un’istituzione sacra, per quanto l’emancipazione dal sacro, tanto auspicata dagli illuministi e dai positivisti, sia ancora di là da venire. il digiuno ha assunto un significato totalmente differente. Per sondarne le varie implicazioni sociali e antropologiche, nell'articolo si discutono le intuizioni di un grande pensatore da scomparso nel novembre del 2015, René Girard, che ha ridiscusso radicalmente la nostra concezione del desiderio e del sacro, ponendo sotto nuova luce aspetti basilari delle relazioni sociali e della nostra vita in comune.
Tipologia CRIS:
1.1.01 Articoli/Saggi in rivista - Journal Articles/Essays
Elenco autori:
Tomelleri, Stefano
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