Data di Pubblicazione:
2017
Abstract:
Nell’immaginario collettivo il termine Franciacorta rappresenta un territorio, e un paesaggio, fortemente caratterizzato dalla coltura vitivinicola; territorio che trova nel “bollicine” prodotto in questa DOCG (metodo Franciacorta) il veicolo di promozione e diffusione di un brand di successo internazionale.
Un elemento di grande interesse rilevabile in questo “laboratorio territoriale” è il carattere relativamente recente (a partire dagli anni Cinquanta del XX secolo) di questo straordinario sviluppo della coltura vitivinicola: le vigne, tradizionalmente distribuite a macchia di leopardo lungo i contrafforti morenici e prealpini hanno guadagnato progressivamente le parti agronomicamente coltivabili del piano, anche entrando in competizione con usi del suolo molto remunerativi, quali gli insediamenti produttivi e commerciali. Questi ultimi, di significativa entità nel contesto e disposti lungo la rete portante della viabilità stradale, determinano qualche “cedimento” della qualità paesaggistica che però non pare inficiare una percezione forte e diffusa della Franciacorta quale “paesaggio del vino”.Questa “vocazione territoriale” a terra del vino è stata costruita ed enfatizzata (beninteso, con una definizione territorialmente fondata) grazie a felici iniziative imprenditoriali di aziende vinicole che hanno saputo promuoversi e contaminare/coinvolgere la comunità insediata.
Pertanto, un caso esemplare di vocazione non quale riconoscimento di una visione unitaria, storicamente, socialmente e ambientalmente fondata, quanto piuttosto una risultante di azioni di attori territoriali che perseguono i propri interessi (Mastroberardino, Calabrese, Cortese, 2012); in buona sintesi un vero progetto di vocazione territoriale.
Questa traiettoria di progettualità territoriale e di cooperazione ha visto già dal 2007 istituzioni locali e soggetti territoriali strutturare occasioni di cooperazione e prospettive di progettualità comune: il Consorzio per la tutela del Franciacorta, “Franciacorta sostenibile” e, nel 2013, l’Accordo “Terra della Franciacorta” tra i 18 comuni della DOCG.
Un elemento di grande interesse rilevabile in questo “laboratorio territoriale” è il carattere relativamente recente (a partire dagli anni Cinquanta del XX secolo) di questo straordinario sviluppo della coltura vitivinicola: le vigne, tradizionalmente distribuite a macchia di leopardo lungo i contrafforti morenici e prealpini hanno guadagnato progressivamente le parti agronomicamente coltivabili del piano, anche entrando in competizione con usi del suolo molto remunerativi, quali gli insediamenti produttivi e commerciali. Questi ultimi, di significativa entità nel contesto e disposti lungo la rete portante della viabilità stradale, determinano qualche “cedimento” della qualità paesaggistica che però non pare inficiare una percezione forte e diffusa della Franciacorta quale “paesaggio del vino”.Questa “vocazione territoriale” a terra del vino è stata costruita ed enfatizzata (beninteso, con una definizione territorialmente fondata) grazie a felici iniziative imprenditoriali di aziende vinicole che hanno saputo promuoversi e contaminare/coinvolgere la comunità insediata.
Pertanto, un caso esemplare di vocazione non quale riconoscimento di una visione unitaria, storicamente, socialmente e ambientalmente fondata, quanto piuttosto una risultante di azioni di attori territoriali che perseguono i propri interessi (Mastroberardino, Calabrese, Cortese, 2012); in buona sintesi un vero progetto di vocazione territoriale.
Questa traiettoria di progettualità territoriale e di cooperazione ha visto già dal 2007 istituzioni locali e soggetti territoriali strutturare occasioni di cooperazione e prospettive di progettualità comune: il Consorzio per la tutela del Franciacorta, “Franciacorta sostenibile” e, nel 2013, l’Accordo “Terra della Franciacorta” tra i 18 comuni della DOCG.
Tipologia CRIS:
1.1.01 Articoli/Saggi in rivista - Journal Articles/Essays
Elenco autori:
Adobati, Fulvio; Ferlinghetti, Renato; Signoretti, Federica; Lorenzi, Moris Antonio
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