Data di Pubblicazione:
2022
Citazione:
(2022). Vagueness Markers in Italian: Age variation and pragmatic change . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/236130
Abstract:
A partire da un'ampia prospettiva socio-pragmatica, questo studio analizza il modo in cui parlanti di età diverse utilizzano una classe di elementi e costruzioni che codifica la vaghezza intenzionale in italiano.
Voci come un po', tipo, diciamo, così, e cose del genere, o cosa, costituiscono una classe di mezzi linguisticamente eterogenei che spesso funzionano nella conversazione come marcatori di vaghezza, ossia elementi attraverso i quali i parlanti segnalano che le loro conoscenze o la loro comunicazione sono in qualche modo solo provvisorie, approssimative e vaghe. L'uso dei marcatori di vaghezza non dipende tanto da fattori sistemici della lingua, ma è piuttosto il risultato di una scelta, più o meno consapevole, attraverso la quale i parlanti tentano di migliorare la comunicazione a partire da motivazioni diverse come facilitare il flusso della conversazione, significare una categorizzazione vaga oppure essere cortesi .
Operando a livello pragmatico, i marcatori di vaghezza rappresentano elementi a disposizione dei parlanti e contribuiscono a caratterizzare gli stili discorsivi individuali e generazionali. Attraverso un'analisi basata su un corpus di telefonate degli ascoltatori ad un'emittente radiofonica milanese, questo studio analizza come i marcatori di vaghezza siano utilizzati da parlanti di età diverse nel 1976 e nel 2010, e come gli stili discorsivi italiani siano evoluti negli ultimi quarant'anni.
Voci come un po', tipo, diciamo, così, e cose del genere, o cosa, costituiscono una classe di mezzi linguisticamente eterogenei che spesso funzionano nella conversazione come marcatori di vaghezza, ossia elementi attraverso i quali i parlanti segnalano che le loro conoscenze o la loro comunicazione sono in qualche modo solo provvisorie, approssimative e vaghe. L'uso dei marcatori di vaghezza non dipende tanto da fattori sistemici della lingua, ma è piuttosto il risultato di una scelta, più o meno consapevole, attraverso la quale i parlanti tentano di migliorare la comunicazione a partire da motivazioni diverse come facilitare il flusso della conversazione, significare una categorizzazione vaga oppure essere cortesi .
Operando a livello pragmatico, i marcatori di vaghezza rappresentano elementi a disposizione dei parlanti e contribuiscono a caratterizzare gli stili discorsivi individuali e generazionali. Attraverso un'analisi basata su un corpus di telefonate degli ascoltatori ad un'emittente radiofonica milanese, questo studio analizza come i marcatori di vaghezza siano utilizzati da parlanti di età diverse nel 1976 e nel 2010, e come gli stili discorsivi italiani siano evoluti negli ultimi quarant'anni.
Tipologia CRIS:
1.3.01 Monografie o trattati scientifici - Books
Elenco autori:
Ghezzi, Chiara
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