Fabio Cleto insegna Letteratura inglese e Storia culturale all’Università di Bergamo, dove dirige l’ORA – Osservatorio sui Segni del Tempo e la webradio di ateneo, www.unibgonair.it. Si interessa di immaginari della cultura di massa, politica della rappresentazione, cultura visiva, studi di genere, teoria queer e storia del presente. Fra i suoi volumi, Camp: Queer Aesthetics and the Performing Subject (Edinburgh: Edinburgh University Press e Ann Arbor: University of Michigan Press, 1999), Percorsi del dissenso nel secondo Ottocento britannico (Genova: ECIG, 2001), Per una definizione del discorso camp (Genova: ECIG, 2006), PopCamp (2 voll., Milano: Marcos y Marcos, 2008), Opale violetto verdeoro. Uno studio su Ronald Firbank (Genova: ECIG, 2012), Intrigo internazionale. Pop, chic, spie degli anni Sessanta (Milano: ilSaggiatore, 2013), Fuori scena. Gli anni Zero e l’economia culturale dell’osceno (Genova: ECIG, 2014), Tempo di serie. La temporalità nella narrazione seriale (Milano: Unicopli, 2018), e Movimento I. Generazioni, storie, trasformazioni (Elephant & Castle, 30:2, 2023). Ha inoltre curato due volumi di Victor J. Banis: That Man from C.A.M.P.: Rebel Without a Pause (New York: Haworth Press, 2004; seconda edizione, 2008) e Spine Intact, Some Creases: Remembrances of a Paperback Writer (Genova: ECIG, 2004; seconda edizione, Rockville, MD: Borgo Press, 2007). Con Giuseppe Sertoli ha diretto le collane Lagado & Laputa (ECIG), e ha curato il Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi (Milano: Bompiani, 2005) e il Dizionario Bompiani degli Autori (Milano: Bompiani, 2006). Ha curato diverse rassegne culturali e ha scritto per cinema, radio, televisione, giornali, web. Il suo lavoro ha guidato nel 2019 la mostra "Camp: Notes on Fashion" del Metropolitan Museum of Art di New York, e il relativo MET Gala.